altri autori disponibili
Mimmo Franzinelli
La provincia e l’impero. Il giudizio americano sull’Italia di Berlusconi, Feltrinelli, storie 2011 - pag. 416
La trafugazione dagli archivi statunitensi di centinaia di migliaia di documenti ha rivoluzionato nel 2010 il panorama informativo mondiale, imponendo il “caso WikiLeaks” all’attenzione generale. Gli inconfessabili retroscena dell’invasione dell’Iraq e i reali motivi della presenza militare in Afghanistan costituiscono solo una parte dei dispacci diplomatici centrati sulla politica estera statunitense, ovvero sul sistema di potere che condiziona gli assetti internazionali. La valanga di materiale desecretato in un modo così inusuale e massiccio coinvolge un decennio di vicende italiane: dai rapporti italo-statunitensi alle valutazioni sul “personaggio” Berlusconi, alla politica interna ed estera del nostro governo. Franzinelli e Giacone a partire dai precedenti di WikiLeaks (come la clamorosa pubblicazione dei Pentagon Papers sulla guerra in Vietnam che nel 1971 ne svelò errori e menzogne sulla base di documenti governativi trafugati) analizzano il significato della pubblicazione di queste fonti segrete da parte di Julian Assange. Dall’interpretazione critica dell’imponente documentazione si delinea la visione della politica italiana negli Stati Uniti, vengono ricostruite le strategie dei politici italiani per blandire il potente alleato e utilizzarlo nello scontro tra centrodestra e centrosinistra. Se ne ricava, tra l’altro, l’interpretazione americana del fenomeno mafioso, dei rapporti italo-russi, dell’amicizia tra Berlusconi e Gheddafi…
Il volto di Gomorra, Mondadori Electa 2011 - pag. 227
Il Volto di Gomorra, documenta la guerra tra clan e Stato. Una cruda narrazione della guerra tra stato e criminalità organizzata, arricchita dalle didascalie dello storico Mimmo Franzinelli e dalla prefazione del magistrato Raffaele Cantone. Il libro è diviso in dodici capitoli e consta di circa 200 fotografie, molte delle quali inedite. L’ultimo capitolo del libro, dopo quelli dedicati ai blitz, agli arresti, è interamente dedicato all’impegno della società civile contro le mafie. Il libro è uno scioccante racconto per immagini che illustra la sanguinosa guerra ingaggiata dal “clan dei Casalesi” contro i cittadini e lo Stato. Momenti decisivi, eventi e vittime della camorra in un territorio della Campania divenuto roccaforte della delinquenza. Parliamo de “Il volto di Gomorra”, edito da Mondadori Electa, prima indagine fotografica sull’argomento, documenta gli arresti eccellenti, i covi dei boss, i blitz, ma anche le facce dei pentiti e delle vittime protagonisti di episodi di cronaca recente, visti in televisione e raccontati sulle pagine dei quotidiani. La narrazione fotografica è commentata da Mimmo Franzinelli che, con il rigore dello storico, per la prima volta a servizio dell’attualità ha selezionato e contestualizzato tutti gli scatti. Ferdinando Nicola Baldieri, fotografo da anni attivo nelle terre dove la presenza dei camorristi è più radicata, illustra in questo volume fatti cruenti ed eventi di cronaca nell’impero ramificato del crimine campano, di cui Casal di Principe è considerato il capoluogo. Specializzatosi nella documentazione dell’attività malavitosa e della sua repressione, per gli operatori della Direzione investigativa antimafia, dell’Arma dei carabinieri, della Polizia e della Guardia di Finanza, Baldieri è una presenza fissa, in particolare nelle incursioni più rischiose. Con prefazione del magistrato anticamorra Raffaele Cantone, scandito in capitoli, “Il volto di Gomorra” mostra tutti i luoghi della malavita, documenta l’arresto di gregari e capi, indaga il ruolo rivestito dalle donne, l’utilizzo dell’immigrazione per lo sfruttamento illegale della manodopera, lo spaccio di droga e la prostituzione. La conclusione è dedicata alle toccanti testimonianze dell’associazionismo per la riaffermazione della legalità, e si arricchisce di una cronologia e di riferimenti bibliografici sul tema.
Autopsia di un falso. I «Diari» di Mussolini e la manipolazione della storia - Nuova Cultura (Bollati Boringhieri) - 2011 - pag. 278
Con ritmo intermittente, da cinquant’anni diari attribuiti a Mussolini compaiono e svaniscono, in scenari che coniugano la frode con l’affarismo e forme sconsiderate di revisionismo storico. Il punto di svolta è segnato nel novembre 2010 dalla pubblicazione dei Diari di Mussolini [veri o presunti] 1939. Cinque agende rinvenute dal senatore Dell’Utri in Svizzera sono presentate come la rivelazione del «volto umano» del duce, pacifista e amico degli ebrei, intimamente avverso a Hitler e preoccupato unicamente della «sua» Italia. Un testo, insomma, che – se fosse vero – costringerebbe gli storici a riscrivere la biografia di Mussolini e a reinterpretare le vicende del Novecento. Mimmo Franzinelli (Premio Viareggio per la saggistica 2000 con I tentacoli dell’Ovra), smonta con analisi testuale e strumentazione storiografica il manufatto fabbricato da specialisti in apocrifi mussoliniani. Un’indagine avvincente e rigorosa svela incongruenze, anacronismi e svarioni che caratterizzano i presunti diari e ne dimostra l’assoluta inverosimiglianza. Il lettore apprenderà, tra l’altro, quali sono le fonti – dai diari di Ciano ai quotidiani del regime – cui i falsari hanno generosamente attinto per creare il loro capolavoro. Autopsia di un falso raffronta l’agenda 1939 ora pubblicata da Bompiani con i falsi diari di Hitler lanciati nel 1983 dal gruppo editoriale «Stern», illustra caratteri e modalità della campagna promozionale costruita da Dell’Utri su questo testo apocrifo, spiega le ragioni che hanno spinto un senatore della Repubblica a impegnarsi in un’operazione mass-mediatica senza precedenti. Un manuale sulla falsificazione della storia e la manipolazione dell’opinione pubblica, sul rapporto tra verità e fiction, sul divario tra gli eventi storici e la loro rappresentazione mistificante. Un testo rivelatore di una fase della vita italiana in cui – dalla cultura alla politica – il verosimile e il falso vogliono sostituirsi al reale
Il piano Solo. I servizi segreti, il centro-sinistra e il «golpe» del 1964 - Le Scie (Mondadori) - 2010 - pag. 381
Nel maggio 1967 un’imponente campagna giornalistica lanciata dall’”Espresso” rivelò che tre anni prima, nell’estate del 1964, durante la crisi del governo Moro, il generale De Lorenzo e il presidente della Repubblica allora in carica Antonio Segni predisposero un progetto che prevedeva il controllo del Paese da parte dell’Arma dei carabinieri e l’arresto di centinaia di cittadini. Per anni il “piano Solo”, forse il primo tentativo golpista dell’Italia repubblicana, è rimasto avvolto nel mistero, anche a ragione degli omissis posti dal governo. Sulla base di documenti a lungo coperti dal segreto di Stato e dei rapporti della Cia recentemente declassificati, nonché di interviste a protagonisti e a testimoni di allora (dai giornalisti Eugenio Scalfari e Lino Jannuzzi al portavoce di Moro, Corrado Guerzoni), Mimmo Franzinelli ricostruisce il progetto politico e l’organizzazione militare di quel piano, in un’indagine storica che prende il via dalle schedature del servizio segreto militare (Sifar) contro la classe politica. Tra spionaggio, processi e dossier illegali, un’altra pagina misteriosa della storia d’Italia che chiama in causa un’intera classe dirigente.
Delatori. Spie e confidenti anonimi: l’arma segreta del regime fascista -Le Scie (Mondadori) - 2001 - pag. 454
Il delatore della porta accanto (pronto a denunciare il vicino per prendergli la casa), le lettere anonime nel periodo delle leggi razziali (5000 lire per un ebreo), la caccia ai denigratori del Duce, le soffiate dei professori universitari e persino dei religiosi per prendere il posto dei colleghi. L’autore ha setacciato sistematicamente archivi centrali e periferici d’Italia alla ricerca di ogni possibile traccia lasciata dal sistema spionistico del regime fascista.
Guerra di spie. I servizi segreti fascisti, nazisti e alleati 1939-1943 -Le Scie (Mondadori) - 2004 -pag.
Nel 1939-40 si scatena contro il nostro Paese un’insidiosa offensiva spionistica che accompagna come un’ombra i vari teatri di guerra. I servizi segreti dei paesi belligeranti moltiplicano gli organici, studiano nuovi congegni e tecniche sempre più raffinate, ingaggiano scienziati ed estendono le loro reti in maniera sempre più capillare. Quanto e come lo spionaggio militare abbia influito sulle sorti della guerra è tema ancora controverso, occultato da giudizi sommari, ipotesi fantasiose e soprattutto da un silenzio durato oltre mezzo secolo.
Il delitto Rosselli. 9 giugno 1937. Anatomia di un omicidio politico - Le Scie (Mondadori) - 2007 -pag. 291
Attorno all’assassinio di Carlo e Nello Rosselli, avvenuto il 9 giugno 1937 in una località della Normandia, per mano di una banda di filofascisti francesi, si sono avanzate le più diverse ipotesi: delinquenza comune o delitto politico? Episodio francese o complotto concepito nei palazzi romani? L’eliminazione del fondatore di ‘Giustizia e Libertà’ e di suo fratello, uno tra i più promettenti storici italiani, ebbe una grande eco nei giornali dell’epoca. Franzinelli, sulla base di una quantità di materiale d’archivio italiano e francese, chiarisce con precisione le dinamiche del delitto e giunge a conclusioni innovative sui rapporti intercorsi tra il gruppo di fuoco parigino della Cagoule (associazione segreta di estrema destra) e i mandanti italiani del delitto.
Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista. 1919-1922 - Le Scie (Mondadori) - 2003 - pag 464
Mimmo Franzinelli ha ricostruito in questo libro la cronologia della violenza politica che per quattro anni insanguinò città e paesi di ogni provincia d’Italia, e sancì la vittoria militare delle squadre d’azione mussoliniane, braccio armato dei Fasci di combattimento fondati a Milano il 23 marzo 1919.
L’amnistia Togliatti. 22 giugno 1946 colpo di spugna sui crimini fascisti - Le Scie (Mondadori) - 2006 - pag 381
Un atto rilevante dell’attività di governo di Palmiro Togliatti, ministro di Grazia e Giustizia nonché segretario del PCI, è consistito nell’emanazione dell’amnistia per reati comuni, politici e militari: un atto che, approvato all’unanimità dal governo De Gasperi per celebrare la nascita della Repubblica, ha determinato la liberazione di migliaia di fascisti, senza distinzione tra gli imputati di reati minori e i responsabili di gravi crimini. Nel primo mese di applicazione tornarono in libertà 7000 fascisti detenuti: tra i primi beneficiari del provvedimento figurano un colonnello dei carabinieri condannato all’ergastolo per l’assassinio dei fratelli Rosselli e quattro torturatori della famigerata banda Koch.
Beneduce. Il finanziere di Mussolini - Le Scie (Mondadori) - 2009 - pag. 329
Durante il fascismo lo Stato acquisì un ruolo attivo nell’economia, che divenne a pieno titolo un sistema di economia mista, finalizzato primariamente al sostegno dello sviluppo industriale e alla salvaguardia della stabilità finanziaria. Il modello che allora prese forma è rimasto sostanzialmente intatto fino agli anni ‘90. Artefice e protagonista assoluto di questo sistema è Alberto Beneduce. Nell’immediato dopoguerra è deputato social-riformista e nel 1921-22 ministro del Lavoro nel penultimo governo dell’Italia liberale. Nel frattempo presiede il Consorzio di credito per le opere pubbliche. Dopo la marcia su Roma Beneduce è alla guida dei più importanti istituti economico-finanziari, dall’Istituto di credito per le opere di pubblica utilità alla Bastogi, ed è negoziatore internazionale nella battaglia per “quota 90″ su diretto mandato del duce. Nel 1933, al culmine della grande crisi che scuote l’Europa, Beneduce è chiamato da Mussolini alla presidenza di un nuovo ente pubblico, l’IRI, che acquisisce il patrimonio industriale fino ad allora controllato dalle grandi banche appena liquidate. Fra il 1939 e il 1940 Beneduce, in precarie condizioni di salute, abbandona gradualmente le sue cariche. Muore poco prima della liberazione di Roma, ma il sistema di economia mista da lui creato, metà privato e metà pubblico, sopravviverà al fascismo e fornirà un impulso determinante al decollo economico del secondo dopoguerra.
Il Duce proibito. Le fotografie di Mussolini che gli italiani non hanno mai visto - Le Scie (Mondadori) - 2003 - pag. XLI-139
Il regime fascista mise in campo una macchina mediatica formidabile. A guidarla fu lo stesso Mussolini, regista di un’autorappresentazione basata su canoni rigidissimi. Il monopolio dell’immagine di Mussolini, affidato all’Istituto Luce, si accompagnò a direttive vincolanti e a censure che provvidero alla corretta esecuzione del disegno propagandistico. Ogni fotografia era vistata dal duce e riportava sul retro un “sì” o un “no”. Nel 1934 le immagini proibite furono 78; nel 1935, 145; nel 1936, 253; nel 1937, 528; nel 1938 salirono a 625, per scendere a 486 nel 1939 e lievitare progressivamente nel periodo bellico. Un ingente numero di scarti che Franzinelli e Marino hanno esaminato, selezionando quelli più significativi.
Il riarmo dello spirito. I cappellani militari nella seconda guerra mondiale - Pagvs edizioni (con prefazione di Ernesto Balducci) - 1992 - pag.
Che cosa muove l’interesse di un ricercatore? Curiosità. Impegno civile, voglia di temi originali, di piste non battute da altri. Nel Riarmo dello spirito queste condizioni ci sono tutte. Sono ormai anni che Franzinelli vive criticamente in simbiosi con i cappellani militari di tutta la storia d’Italia. Ha letto i documenti ufficiali – comprese carte d’archivio fin qui inaccessibili – le lettere e le memorie; ha pazientemente raccolto la meticolosa e mutevole normativa che doppiamente li inquadra, nella Chiesa e nell’Esercito; ha voluto capire quel che hanno fatto e quello che avrebbero voluto fare, l’essere e il dover essere di quel loro sacerdozio di frontiera che li rende tanto esposti a significati ed usi extra-religiosi. E – da laico – si è posto tante domande, qualche volta anche “cattive”: che ci fa un prete alla guerra? E se la guerra non è “giusta”? E può una guerra essere “giusta”? Si leggono in sottofondo perché l’opera vuol essere ed è soprattutto un poderoso e originale scavo informativo.
Il volto religioso della guerra. Santini e immaginette per i soldati - Edit Faenza - 2003 -pag. 156
I documenti qui riprodotti rappresentano una parte delle interessanti raccolte tematiche entrate da oggi a far parte del patrimonio archivistico dell’Istituto storico di Ravenna
Lotte operaie in un centro industriale lombardo. Il proletariato loverese dal <<biennio rosso>> ai primi anni Cinquanta, 1987 - prefazione di Vittorio Foa - Franco Angeli
E’ possibile qui leggere la crescita della coscienza collettiva e della capacità di lotta e insieme anche le esperienze umane dei singoli individui, i loro sacrifici, le loro speranze, e tutto questo mai in una dimensione retorica ma in un quadro realistico, fatto di luci e di ombre. Mi ha molto colpito l’ispirazione che ha portato a questo lavoro, la sollecitazione sindacale all’esplorazione della memoria storica: dall’analisi delle grandi lotte dell’Ilva di Lovere nell’immediato dopoguerra e fino ai primi anni ‘50 la Fiom della Valcamonica ha tratto il bisogno di risalire all’indietro fino alle memorie del biennio rosso, dell’amministrazione socialista del primo dopoguerra, dell’impegno solidale della cooperazione e poi, dopo la sconfitta, alle alte e degne memorie della resistenza al fascismo e poi del risveglio di massa nella resistenza.In tutto il corso del racconto i protagonisti non contano solo per quello che fanno; essi sono anche trasmettitori di memorie, operano sul futuro.
Pier Luigi Milani
Sognando Monongahela. Diario americano 23 agosto - 3 settembre - 2002 - pag. 65 presentazione Postfazione Sognando Monongahela. Diario americano 23 agosto-3 settembre di Pier Luigi Milani
Dalla presentazione dell’autore: << Ho immaginato di poter raccontare ai ragazzi l’esperienza dei miei due viaggi (2000 e 2002) in America, sulle orme del nonno Luigi e di riuscire a trovare il modo di renderli compartecipi di una ricerca basata su brandelli di informazioni, centrifugate e sparigliate ben bene nel tempo e nello spazio. Cos’avevo in mano? Quasi neinte: un nome, lontano e mitico, Monongahela qualche racconto sentito in famiglia di questa gente che tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, andava e veniva da Malegno a quella remota cittadina vicina a Pittsburgh (Pennsylvania) e viceversa la certezza di aver perso là mio nonno, ucciso a soli 33 anni dalla terribile “spagnola” del 1918, qualche foto, una lettera del 1973 di una certa Caterina Pezzoni Vecho (là le donne sposate perdono il loro cognome d’origine) che lo vide spirare…>>
L’America nello specchio, 2004. (presentazione l’America nello specchio)
Nello specchio non si riflettono i Bush, le Condoleeze, i Powell, non ci sono generali e petrolieri alle prese con le grandi questioni di geopolitica, Iraq in primis. L’America dell’establishment, che tanto eccita “l’amico Silvio”, e che riempiefino alla nausea giornali e TV… al seguito, rimane, appena abbozzata sullo sfondo. In primo piano appaiono i Vaira, i Domenighini,i Pezzoni e via elencando cognomi tuttora ben noti in Valcamonica, discendenti di quei venticinque milioni che, nel secolo drammatico della Grande Migrazione, hanno lasciato il nostro Paese. Persone che, coscientemente o nel loro inconscio, hanno rimosso il mondo extra-USA, considerato spesso fonte dell’insicurezza e dei guai con i quali il cittadino comune americano è costretto a confrontarsi ogni giorno
Il caso Elzbieta - romanzo- Bolis editore - 2009 - pag. 208
Nella Polonia corrucciata e irrequieta di Jaruselski e Solidarnosc, tra stato d’assedio, scioperi e aspettative di dirompenti novità socio-politiche, Elzbieta e Marco si affidano ad una frazione clandestina del P.O.U.P. per imbastire la loro fuga verso l’Italia. Il cupo inverno polacco è lo sfondo su cui si dipana un viaggio concitato e zeppo di colpi di scena da Varsavia a Cracovia, ai Monti Tatra e in terra cecoslovacca, tra paesaggi rurali, chiese, piazze e foreste, nelle quali riecheggia la grandezza e la fragilità di nazioni dal grande passato e dal tumultuoso divenire.
Riapriti cielo: due ‘febbri’ che sconvolsero le Alpi, Edizioni del Centro Studi Valle Imagna - 2011- pag. 304
1817. Due febbri attanagliano la Lombardia: la petecchiale e la neogiacobina. Un triennio di sconvolgimenti climatici, la pandemia tifoidea e gli sconquassi continentali seguiti al tifone napoleonico fanno a gara nello spazzar via quel che rimane dei secolari assetti economico-sociali ed identitari della montagna lombarda e delle autonomie accordate da Venezia. Nella Valcamonica della Restaurazione, Tóne Domenichini, fabbro e deputato comunale dalle idee libertarie, rifiuta di adattarsi al nuovo regime e si schiera a difesa della figlia Margherita che Mattea, sua moglie, vorrebbe maritare al primogenito dell’agente asburgico Andreas Schmitt. Un susseguirsi di cruenti colpi di scena e l’insorgenza del primo flebile sentimento patriottico costellano i sette mesi di tregenda sanitaria che sconvolsero le esistenze dei singoli e degli aggregati sociali, in una girandola di personaggi che regala al lettore una full immersion in un periodo cruciale per la comprensione della nostra storia e che rende il racconto appassionante e coinvolgente.
Giancarlo Maculotti
Andar per favole. Itinerari di scrittura creativa per la scuola - L’autore libri Firenze -1997 - pag. 208
La scrittura creativa è una moda diffusa importata dall’America. I costosi corsi a pagamento, però, si può star sicuri - dice Giancarlo Maculotti - non produrranno nessun autore di rilievo. Interessante invece tradurre le proposte di scrittura creativa in itinerari didattici. In questo campo si possono raggiungere eccellenti risultati in poco tempo fornendo agli allievi strumenti utilissimi per superare l’imbarazzo che provoca ogni volta il foglio bianco da riempire. L’autore presenta proposte elaborate e collaudate, attraverso una lunga esperienza didattica, molto prima che si cominciasse a parlare e a pubblicare testi di scrittura creativa. L’opera, pur essendo ricca di suggerimenti pratici immediatamente utilizzabili, non ha nulla del manuale tecnico; anzi, diventa sovente un pretesto per sconfinare in stimolanti riflessioni sulla scuola e sulla vita, e un invito a scoprire alcuni nomi della letteratura del XX secolo. L’imitazione dei grandi autori (dopo lustri di vuota creatività) viene riproposta non solo come esercizio utile, ma come tappa indispensabile per poter raggiungere risultati soddisfacenti.
Lettera dalla scuola tradita - Armando editore - 2008 - pag. 224
Ciò che è sempre mancato alla scuola italiana, è un approccio pragmatico e non ideologico. Misurare gli effetti di ogni intervento e poi provare a raggiungere gli obiettivi con altri metodi, se quelli utilizzati in precedenza non sono andati a buon fine, dovrebbe essere lo stile di ogni riforma. E invece no. Si propongono ogni volta panacee di tutti i mali che si rivelano rapidamente pannicelli caldi, e si continua per decenni sulla stessa onda, mentre la delusione cresce sempre più. Una svolta è necessaria.
Tullio Clementi
Marcellino, Archivio storico “B. Savoldi e L. Bottardi Milani” di Brescia - Circolo culturale Ghislandi - Spi-Cgil di Brescia e Valcamonica-Sebino, 2009 , pag. 224
“Perché Marcellino? E perché la storia di un operaio metalmeccanico e della sua fabbrica viene narrata da un ex operaio edile? Perché la storia di Marcellino io la conoscevo da quasi mezzo secolo, perché il partigiano “Feroce”, che con due pallottole in corpo riuscirà a rompere l’assedio fascista del paese in fiamme pur senza far uso della bomba a mano che aveva in tasca, per non mettere a repentaglio l’incolumità di una mamma con la sua bambina in braccio, oltre ad essere cugino di Marcellino sarebbe diventato mio suocero (quasi mezzo secolo fa, appunto)…
Diego Minoia
Solfeggio facile - Eco edizioni (1996) Codice ECO1563 (Libro + audiocassetta)
Manuale per l’apprendimento guidato della lettura musicale e del solfeggio, con gli elementi fondamentali della Teoria musicale. Nei negozi di musica e su www.casamusicaleeco.com
![]()
Compongo subito - Edizioni Curci (1998) Codice E.11245 C.
Metodo rapido per l’apprendimento della composizione melodica di base e per lo sviluppo della creatività musicale personale. Nei negozi di musica e su www.edizionicurci.it
In Teoria? Tutto è semplice! - Edizioni Sinfonica (2000) Libro + CD audio
Un nuovo modo, facile e divertente, per conoscere gli elementi del linguaggio musicale e gli strumenti.
Nei negozi di musica e su www.sinfonica.com
![]()
Musica dal vivo - Esperienze di informatica musicale - Edizioni Loescher (2004) Libro + CD-Rom ISBN 88-201-2769-5
Le cose da sapere, spiegate in modo semplice ma rigoroso, per iniziare ad usare il computer per “fare musica”. In libreria e su www.loescher.it
![]()
Dal vivo - Corso di musica - Edizioni De Agostini (2009) Volume A + B + Laboratori di informatica e creatività + CD audio + CD-Rom
Tutto quello che c’è da sapere sulla teoria musicale, sulla storia della musica (colta, folk, leggera, jazz, rock), sul “fare musica”, sulla creatività musicale personale (composizione e improvvisazione), sulla pratica vocale e strumentale … ISBN 978-88-418-4666-7 In libreria e su www.scuola.com
Don Giacomo Daniele Venturini
Giacomo Cappellini e la resistenza in Valcamonica , ed. El Carobe, pag. 310, 2007
La biografia di Giacomo Cappellini rappresenta uno degli esiti più significativi della storiografia camuna di matrice resistenziale, fiorita copiosa negli anni Settanta ma spesso appesantita da un eccesso di ideologia e dalla carenza di documentazione e/o di interpretazione. Il pregio dell’opera consiste essenzialmente in tre aspetti: 1) la sensibilità con cui don Daniele Venturini ha sputo avvicinare il suo personaggio; 2) l’inserimento della biografia nelle complesse vicende del partigianato camuno; 3) lo scrupolo documentario con cui l’Autore ha reperito materiale prezioso ed ha ricavato memoriali e interviste da protagonisti e testimoni delle vicende narrate. (dalla introduzione di Mimmo Franzinelli)
AA.VV. a cura di Marcello Zane
Bresciani per l’Unità d’Italia, Fondazione Luigi Micheletti, Liberedizioni - 2010 . pag. 176
Il volume prende spunto dalla ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia quale occasione per una rilettura della storia nazionale nelle sue declinazioni locali, con particolare attenzione a figure che ne hanno contraddistinto non solo il proprio inverarsi, ma hanno accompagnato la definizione, nel corso dei decenni successivi, di una precisa identità nazionale. Poco nota e studiata è, infatti, la ricostruzione delle biografie di quanti, operando nel raccordo fra livello locale e dimensione nazionale, hanno contribuito allo sviluppo delle scienze e dell’economia nella società italiana dopo la raggiunta unità nazionale, rovando in quest’ultimo accadimento le ragioni stesse del proprio operato e dei traguardi acquisiti. Il 150° anniversario dell’Unità diventa così un’occasione per scoprire o riscoprire figure di Bresciani che nel loro territorio, in Italia e nel mondo, hanno concretamente contribuito al progresso collettivo, realizzando opere e iniziative, scoperte e innovazioni che hanno segnato il loro tempo e che è giusto che entrino a far parte della memoria culturale dei Bresciani di oggi, arricchendone il patrimonio immateriale
Costantino Di Sante
Italiani senza onore. I crimini in Jugoslavia e i processi negati (1941-1951) a cura di Costantino Di Sante, edizione Ombre Corte
All’aggressione militare dell’Jugoslavia da parte italiana dell’aprile 1941 seguì, nei trenta mesi dell’occupazione, una politica di “pacificazione” attuata attraverso l’esercizio sistematico e pianificato della violenza ai danni della popolazione civile. All’indomani della cessazione della guerra, il governo jugoslavo presieduto da Tito reclamò, perché potessero essere giudicati, i militari e civili italiani ritenuti responsabili dei crimini. Nonostante gli accordi internazionali prevedessero la loro estradizione, il governo italiano si mosse per evitarne la consegna e impedire che i processi venissero celebrati, negando di fatto la possibilità che di quei crimini si potesse serbare una memoria giudiziaria. Ciò fu possibile anche grazie alle controrelazioni realizzate nel 1945 dallo Stato Maggiore dell’esercito, nelle quali si sminuivano le accuse jugoslave, addossando la responsabilità delle violenze commesse alla guerra fratricida esplosa tra le popolazioni slave e alle aggressioni portate dal movimento partigiano alle truppe italiane.
Per la prima volta presentati nella loro interezza, l’atto d’accusa jugoslavo e i documenti della difesa italiana, qui raccolti e commentati, risultano uno strumento prezioso per comprendere le logiche e i metodi che si accompagnarono alla spietata occupazione italiana e per far luce sulle responsabilità e sulle complicità nella perpetuazione dei crimini, che contribuirono ad alimentare la spirale di terrore nel confine orientale.