Pier Luigi Milani
Sognando Monongahela. Diario americano 23 agosto - 3 settembre - 2002 - pag. 65 presentazione Postfazione Sognando Monongahela. Diario americano 23 agosto-3 settembre di Pier Luigi Milani
Dalla presentazione dell’autore: << Ho immaginato di poter raccontare ai ragazzi l’esperienza dei miei due viaggi (2000 e 2002) in America, sulle orme del nonno Luigi e di riuscire a trovare il modo di renderli compartecipi di una ricerca basata su brandelli di informazioni, centrifugate e sparigliate ben bene nel tempo e nello spazio. Cos’avevo in mano? Quasi neinte: un nome, lontano e mitico, Monongahela qualche racconto sentito in famiglia di questa gente che tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, andava e veniva da Malegno a quella remota cittadina vicina a Pittsburgh (Pennsylvania) e viceversa la certezza di aver perso là mio nonno, ucciso a soli 33 anni dalla terribile “spagnola” del 1918, qualche foto, una lettera del 1973 di una certa Caterina Pezzoni Vecho (là le donne sposate perdono il loro cognome d’origine) che lo vide spirare…>>
L’America nello specchio, 2004. (presentazione l’America nello specchio)
Nello specchio non si riflettono i Bush, le Condoleeze, i Powell, non ci sono generali e petrolieri alle prese con le grandi questioni di geopolitica, Iraq in primis. L’America dell’establishment, che tanto eccita “l’amico Silvio”, e che riempiefino alla nausea giornali e TV… al seguito, rimane, appena abbozzata sullo sfondo. In primo piano appaiono i Vaira, i Domenighini,i Pezzoni e via elencando cognomi tuttora ben noti in Valcamonica, discendenti di quei venticinque milioni che, nel secolo drammatico della Grande Migrazione, hanno lasciato il nostro Paese. Persone che, coscientemente o nel loro inconscio, hanno rimosso il mondo extra-USA, considerato spesso fonte dell’insicurezza e dei guai con i quali il cittadino comune americano è costretto a confrontarsi ogni giorno.
Il caso Elzbieta - romanzo- Bolis editore - 2009 - pag. 208
Nella Polonia corrucciata e irrequieta di Jaruselski e Solidarnosc, tra stato d’assedio, scioperi e aspettative di dirompenti novità socio-politiche, Elzbieta e Marco si affidano ad una frazione clandestina del P.O.U.P. per imbastire la loro fuga verso l’Italia. Il cupo inverno polacco è lo sfondo su cui si dipana un viaggio concitato e zeppo di colpi di scena da Varsavia a Cracovia, ai Monti Tatra e in terra cecoslovacca, tra paesaggi rurali, chiese, piazze e foreste, nelle quali riecheggia la grandezza e la fragilità di nazioni dal grande passato e dal tumultuoso divenire.
Riapriti cielo: due ‘febbri’ che sconvolsero le Alpi, Edizioni del Centro Studi Valle Imagna - 2011- pag. 304
1817. Due febbri attanagliano la Lombardia: la petecchiale e la neogiacobina. Un triennio di sconvolgimenti climatici, la pandemia tifoidea e gli sconquassi continentali seguiti al tifone napoleonico fanno a gara nello spazzar via quel che rimane dei secolari assetti economico-sociali ed identitari della montagna lombarda e delle autonomie accordate da Venezia.Nella Valcamonica della Restaurazione, Tóne Domenichini, fabbro e deputato comunale dalle idee libertarie, rifiuta di adattarsi al nuovo regime e si schiera a difesa della figlia Margherita che Mattea, sua moglie, vorrebbe maritare al primogenito dell’agente asburgico Andreas Schmitt.Un susseguirsi di cruenti colpi di scena e l’insorgenza del primo flebile sentimento patriottico costellano i sette mesi di tregenda sanitaria che sconvolsero le esistenze dei singoli e degli aggregati sociali, in una girandola di personaggi che regala al lettore una full immersion in un periodo cruciale per la comprensione della nostra storia e che rende il racconto appassionante e coinvolgente.